644. La collera dell'uomo eccelso dura un momento, del mediocre due vigilie, dell'uomo volgare un giorno e una notte; del malvagio non cessa mai.645. Non esiste; e se esiste, non dura a lungo; se dura a lungo, non dà poi il frutto che se ne aspetta: la collera dei buoni è eguale all'amore dei malvagi.
647. Chi vale di più? chi, infaticato, offre ogni mese un sacrifizio, durante cento anni, ovvero chi non si adira mai con alcuno? Chi non si adira, vale di più.
Spazio di divulgazione di conoscenze, idee e insegnamento di sanscrito e civiltà indiana, con allargamenti all'ambito indoeuropeo e al confronto con altre civiltà
domenica 27 dicembre 2009
Mille sentenze indiane - L'ira
martedì 22 dicembre 2009
Il nuovo dizionario sanscrito-italiano

http://www.edizioniets.com/Scheda.asp?N=9788846721730
domenica 13 dicembre 2009
Mille sentenze indiane - Relatività
630. Vi è forse qualche cosa bella o brutta per propria natura? quel che piace ad uno, è bello per lui.631. Alla luna del primo giorno tutti fanno festa; quando è piena, nessuno se ne cura. L'abitudine porta a mancanza di rispetto: il mondo è solito ad appassionarsi per ciò che via via gli appare (come) un nuovo pregio.
633. La vecchiaia è di ornamento ai re, ai ministri, ai medici, agli asceti; è oggetto di scherno nelle cortigiane, nei progetti, nei cantori, nei servi.
634. Non conosce le proprie mancanze e bada alle mancanze altrui; se conoscesse i proprii difetti, non vedrebbe gli altrui.
637. La diletta, il sorger della luna, la quinta nota del liuto dànno gioia ai felici e turbano gli infelici.
638. I brammani riconoscono Agni (il Fuoco) come dio (supremo); gli asceti, la divinità (che sentono) in cuore; un idolo è il dio degli sciocchi; chi vede tutte le cose a un modo, vede la divinità dappertutto.
mercoledì 9 dicembre 2009
La ricerca genetica rivela la storia remota della popolazione dell'India e degli Indoeuropei
Un nuovo studio genetico molto dettagliato, compiuto da scienziati basati in India e negli Stati Uniti, ha rivelato che la popolazione dell'India è il risultato di due componenti principali, una meridionale più antica (di 65000 anni fa) e una settentrionale apparsa nel subcontinente 45000 anni fa. Questa componente settentrionale è affine alle popolazioni centrasiatiche, mediorientali ed europee, mentre quella meridionale si rivela molto isolata, anche se nel corso dei millenni si è ampiamente mescolata con quella settentrionale, dando origine agli Indiani attuali.
Qui si possono leggere due presentazioni divulgative:
http://timesofindia.indiatimes.com/news/india/Aryan-Dravidian-divide-a-myth-Study/articleshow/5053274.cmss.com/news/india/Aryan-Dravidian-divide-a-myth-Study/articleshow/5053274.cms
http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7263/full/nature08365.htmlrnal/v461/n7263/full/nature08365.html
http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7263/extref/nature08365-s1.pdf-s1.pdf

Un altro studio interessante e recente è quello di Underhill &c. (vedi qui), specificamente incentrato sulla vexata quaestio dell'aplogruppo R1a, associato agli Indoeuropei.
La scoperta più significativa è che gran parte degli R1a europei appartengono a una ramificazione (denominata R1a1a7) che risulta limitata all'Europa (inclusi Caucaso e Turchia, vedi mappa in alto a destra), negando quindi un'invasione di questo ramo europeo in India.
Non solo, come mostra una tabella dell'articolo (vedi qui), l'origine dell'aplogruppo R1a1a risulta nell'attuale India occidentale, 15800 anni fa, seguita dal Pakistan (15000 anni fa) e dal Nepal (14200 anni fa). In Caucaso risalirebbe a 12200 anni fa, in Polonia a 11300 anni fa, in Italia a solo 5900 anni fa. Queste datazioni non vanno naturalmente prese alla lettera, calcolano convenzionalmente generazioni di 25 anni, e si basano su metodi non del tutto universalmente accettati, però possono darci interessanti indicazioni sui movimenti di questo lignaggio genetico maschile, che sembrerebbe ben anteriore al supposto periodo di diffusione delle lingue indoeuropee. Non corrisponderebbe né alle teorie di Alinei e Costa (che suppongono i parlanti indoeuropeo come i primi abitanti dell'Europa), né a quelle di Renfrew (che suppone l'origine dell'indoeuropeo nella rivoluzione neolitica anatolica), né a quelle della Gimbutas sull'invasione indoeuropea dall'Ucraina dei Kurgan. Quest'ultima tesi però, piuttosto accreditata tra gli indoeuropeisti, potrebbe avere qualche validità relativamente all'Europa, visto che l'R1a1a si è diffuso a partire dall'Europa orientale, anche se stranamente nell'Ucraina dei Kurgan l'R1a1a, secondo lo studio di Underhill, risale a soli 7400 anni fa, ben più tardi della Polonia, tuttavia certamente prima dell'inizio delle culture Kurgan (datate a partire dal 4500 a.C., vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Kurgan_culture#Kurgan_culture).
"Its highest frequencies are in Central and Southern Poland, particularly near the river valleys flowing northwards to the Baltic sea. The authors estimated an age which associates this sub-clade with the Corded Ware Culture." (http://en.wikipedia.org/wiki/Haplogroup_R1a_(Y-DNA))
domenica 6 dicembre 2009
Mille sentenze indiane - Successo
620. Con lo sforzo riescono le cose, non coi desiderî: le gazzelle non vanno a mettersi in bocca del leone addormentato.
621. Se cammina, anche la formica può fare mille leghe; se sta fermo, Garuḍa, il re degli uccelli, non va innanzi di un passo.
623. Dopo aver spezzato la terra coll'aratro, il coltivatore vi getta il seme, quindi aspetta tranquillo; faccia ora Parjanya, il dio della pioggia.
629. Via via che l'uomo volge il pensiero al bene, ogni cosa gli riesce, non v'è dubbio.
domenica 15 novembre 2009
La stagione di gloria degli Indoarii nel Vicino Oriente
Nel post sugli Etruschi, avevo accennato alla presenza di Indoarii in Anatolia e nel Vicino Oriente. Questa presenza inaspettata è emersa grazie alla scoperta del trattato tra Matiwaza di Mitanni e il re ittita Suppiliuluma, che presentava chiaramente le divinità vediche Mitra, Varuṇa, Indra e i Nāsatya, e dei nomi indoarii dei regnanti di Mitanni, come il fondatore Kirta, che richiama il sanscrito kīrti- 'gloria', oppure Artadāma (scr. ṛtadhāman- 'che dimora nell'ordine cosmico'), o Tu(i)shra(t)ta (scr. *tviṣratha-, tveṣaratha- 'che ha carri impetuosi o splendenti'). Il regno di Mitanni si estese sull'Alta Mesopotamia fino alla costa mediterranea, come mostra la cartina, ed era abitato prevalentemente da Hurriti, una popolazione di lingua non indoeuropea; la dinastia però era evidentemente di origini indoarie, e regnò sulla regione dal XV al XIII sec. a.C., giungendo a farsi vassalla l'Assiria, da cui finì conquistato. Il culmine del potere fu agli inizi del XIV secolo, sotto Shuttarna II (o Sudarna, equivalente secondo Dumont a *Sudharaṇa 'che sostiene bene'), che diede sua figlia Kilu-hepa in sposa al faraone Amenhotep III. Questi sposò anche la figlia del successore di Shuttarna, Tushratta, chiamata Tadu-hepa, in seguito presa in moglie anche da Amenhotep IV, più noto come Akhenaton, il famoso faraone 'monoteista'. Ci sono rimaste anche lettere di Tushratta ad Akhenaton, una a proposito del dono di statue d'oro di lui stesso e della figlia Tadu-hepa, promesse come dote per il suo matrimonio con Amenhotep III (http://en.wikipedia.org/wiki/Akhenaten). 
Mille sentenze indiane - Fortuna
601. Dove c'è chi dice e chi ascolta cose dapprima sgradite ma in conclusione benefiche, ivi entra e si asside la dea della Fortuna.602. La prosperità si allontana dai troppo sinceri, dai cacadubbi e dai timorosi dell'altrui biasimo.
603. "Io abbandono il valoroso, per paura di restar vedova; il generoso, per rossore; il dotto, per tema di una rivale (la Scienza); perciò mi attacco all'avaro".
604. Chi ha con sé la Fortuna, per lo più non si occupa delle altrui sofferenze; mentre il serpente Shesha si stanca nel sostenere il peso della terra, Vishnu se la dorme tranquillo.